SESSUALITA'
CAMBI DI GENERE
"Tra uomini e donne non ci sono confini"
Davide era femmina, amava quelle del suo sesso, oggi è maschio
e bisex. Mirella, ex ragazzo etero, ora è lesbica. E spiegano
le loro scelte
Di Romina Ciuffa
Intervista a Davide Tolu e Mirella Izzo
PANORAMA del 12/12/2006
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001039256
Sono Davide
Tolu e Mirella Izzo.
Il primo, autore dello spettacolo teatrale One New Man Show in tour
per l'Italia, scrittore, portavoce del Coordinamento nazionale Ftm
(femmine transizionanti maschio), solo da 12 anni è fisicamente
uomo, dice: «Se non fossi riuscito a operarmi, mi sarei
ucciso. Detestavo talmente quelle parti femminili che m'impedivano
di essere me stesso che me le sarei amputate».
La seconda, Mtf (maschio transizionante femmina), presidentessa onoraria
di Crisalide azioneTrans, ex dipendente di Poste italiane e varie
cariche sindacali, si definisce «diamante»: «Perché
non transizioni e non sopravvivi se non impari a essere dura».
Esiste
un sesso intermedio?
Davide. In natura il confine tra i due sessi
non è netto: il transessualismo è un fenomeno naturale
in alcune specie di animali, così come l'ermafroditismo. Se
nella specie umana il cambio di sesso non avviene spontaneamente,
esistono però vari generi intermedi come l'intersessualismo
e lo pseudoermafroditismo. È di scoperta recente l'esistenza
di maschi che hanno patrimonio genetico femminile: si sono sviluppati
come uomini anche se erano XX per una disfunzione genetica.
Sono sterili, ma non hanno alcun problema di salute. Un'altra stoccata
della natura alla presunzione umana di voler etichettare tutto prima
ancora di conoscere.
Mirella. Non uno, ma esistono più
sessi intermedi e orientamenti sessuali misti. La quasi totalità
degli animali esprime comportamenti omosessuali a eccezione che nei
periodi riproduttivi.
La Chiesa continua a considerare gay e trans contro natura, mentre
leoni e leonesse si dedicano al rapporto etero solo nel periodo fertile,
i figli vengono accuditi da lesbiche e i maschi si concedono ad affettività
gay. Anche i comportamenti trans sono frequentissimi.
Senza scomodare i cambi di sesso spontanei nei pesci o l'ermafroditismo
di molte specie, basta chiedere ai contadini, nei cui pollai ogni
tanto un gallo si rifiuta di montare le femmine, non canta e cerca
uova da covare, e le galline provano a inseminare.
L'onorevole
Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, è stata colta dalla collega
Elisabetta Gardini nella toilette parlamentare femminile. Ma in quale
bagno deve andare una persona trans?
Davide. Da quando un guardiano della stazione
mi buttò fuori dai bagni delle donne a 14 anni, ho cominciato
ad andare in quelli degli uomini: per me è stato un riconoscimento
della mia identità maschile, fuori e dentro.
Per qualcuno i bagni unisex sarebbero più «politically
correct», contrarie ai quali sono le donne perché «gli
uomini sporcano di più». Credo che pulizie più
frequenti siano la soluzione, come anche togliere le targhette dalle
porte: quando una persona in transizione è costretta a scegliere,
mette comunque in imbarazzo qualcuno.
Mirella. La direzione del mio ufficio alle
Poste predispose un bagno solo per me, un'operazione di cortesia che
rappresentava l'imbarazzo della dirigenza: modi gentili per separarti
dagli altri attraverso il «privilegio segregante».
Ma se è davvero una questione d'igiene, facciamo bagni anche
per chi è circonciso e per chi non lo è, visto che cambia
il controllo sul getto d'urina.
E non sa la Gardini quante donne fanno la pipì in piedi? Mamme,
insegnate ai vostri figli maschi a fare la pipì in piedi nei
boschi e nei vespasiani e seduti nelle tazze e nelle turche: non saranno
meno virili, solo più puliti.
Omosessualità
e transgenderismo come si rapportano?
Davide. L'omosessualità si riferisce
all'orientamento sessuale, il transessualismo all'identità
di genere. Il trans Ftm è psicologicamente uomo e, come qualsiasi
uomo, può essere etero, omo o bisessuale.
Prima della transizione ho frequentato lesbiche, scoprendo che venivo
percepito come uomo creando destabilizzazione nella loro percezione
di sé. Fisicamente ero donna, uomo nell'identità, e
non avevo né desideravo rapporti con uomini. Ora ne amo uno
e rifiuto il limite imposto alla mia sessualità: proprio in
quanto trans sono costretto a essere me stesso il più fedelmente
possibile.
Mirella. Fare in un colpo solo il doppio
salto mortale di sovvertire identità e orientamento sessuale
dominante è troppo. Spesso si confonde il modello che si aspira
a diventare con l'oggetto dell'attrazione; quasi tutti, ai primi stadi
della transizione, per condizionamento sono o diventano etero rispetto
al sesso di elezione. Una volta superato questo limite decide l'orientamento
affettivo: chi cerca l'amore complementare si rivela etero, chi lo
cerca affine omosessuale, come me. E in genere le donne, pure le lesbiche
più rigide nel rifiuto del maschio, mi percepiscono donna.
Anch'io vittima del condizionamento, ho ritardato di decenni la transizione
poiché non riuscivo a coniugare il mio sentirmi femmina con
l'attrazione verso questo stesso sesso, e ho dovuto sperimentare veloci
approcci con uomini per autorizzarmi a valere come donna. Ora, dopo
cinque anni con una compagna e altri due al femminile, posso dire
con serenità di essere lesbica. Attualmente single, purtroppo.
L'intervento
ai genitali è un passo necessario?
Davide. No. Non tutte le persone trans desiderano
l'intervento, ma il tribunale condiziona la modifica anagrafica del
sesso all'intervento di rettificazione dei genitali, sia pure la legge
non lo richieda espressamente. Una volta avuta l'autorizzazione, dopo
una lista di attesa per l'intervento a carico del Servizio sanitario
nazionale, avviene l'operazione e il tribunale registra la rettifica.
Chi non accetta di sottoporsi all'intervento affogherà in un
limbo giuridico per tutta la vita.
Mirella. Il bisogno di intervento è
condizionato dal fatto che lo Stato ci consegna documenti e indicativi
di genere adeguati alla nostra realtà solo se ci sottoponiamo
a tale procedura. Ciò è semplicemente aberrante. Noi
Mtf siamo discriminate anche qui: agli Ftm il Servizio sanitario nazionale
passa la mastectomia perché un uomo con il seno non esiste,
mentre è a nostro carico il costo della rimozione della barba.
Evidentemente le donne con la barba vanno bene.
Ha
completato la transizione?
Davide. Sì, e transizionare mi ha
insegnato che le differenze tra sessi non sono nette: esiste una sorta
di individuo-base che non è né maschio né femmina.
Mirella. L'ho completata, ma per me non
ha voluto dire operarmi ai genitali, bensì far circolare estrogeni
nel mio cervello femminile. Se la transizione cambiasse solo il corpo
e non rimuovesse gli effetti del testosterone nella psiche servirebbe
a poco, lo scopo è trovare un equilibrio.
Passare
nel corpo di un uomo e di una donna può aiutare a comprendere
le differenze tra i sessi?
Davide. Tra i nativi americani le persone
transgender erano considerate un tramite naturale tra sessi e, perciò,
dotate di innata saggezza. Se riconoscessimo le diversità come
ricchezze scopriremmo che le persone trans non sono un peso ma una
forza motrice, la cui sola esistenza dimostra che tra il maschile
e il femminile c'è un continuum, non un confine netto.
La transizione è un passaggio, non un abbandono totale di una
vita per approdare a un'altra: non cambiamo identità ma adeguiamo
il corpo, mezzo d'espressione che influenza la personalità
al pari dell'essere bassi o alti.
Mirella. Siamo state spie nel mondo maschile,
come gli Ftm lo sono stati nel mondo femminile.
È
più facile la transizione per un Ftm o per un Mtf?
Davide. In una società patriarcale
passare dal sesso femminile al maschile è visto come un avanzamento
nella scala sociale. Gli atteggiamenti maschili in chi è nato
donna sono maggiormente tollerati e un Ftm, al pari di una donna mascolina,
può vivere nel limbo tra i sessi. Tollerato ma oppresso: gli
Ftm nella storia non sono quasi mai riconosciuti tali. Allevati come
femmine, se si vestono da maschi non destano scalpore. E i forti effetti
del testosterone cancellano ogni traccia di ambiguità.
Mirella. La condizione transgender mette
in luce il maschilismo: tradire il «privilegio» è
imperdonabile. Mio padre, che per due anni si è rifiutato anche
di parlarmi al telefono, un giorno disse a mia madre che se mia sorella
avesse sentito di diventare uomo, avrebbe capito, ma io, io che ero
uomo... no.
Maschilismo
o femminismo?
Davide. Man mano che studiavo i capisaldi
del femminismo e venivano a galla tutti i torti degli uomini, mi sentivo
inconsciamente in colpa in quanto maschio (sia pure non ancora nel
corpo) e mi sentivo un traditore. Stai scegliendo la strada più
facile, mi dicevo, l'unico modo per rimediare alle umiliazioni subite
dalle donne è che siano le stesse a ribellarsi: quindi, se
vuoi fare qualcosa per loro, devi farlo da donna!
È stata la mia crisi più tremenda. Ho capito che gli
Ftm devono molto ai movimenti di liberazione della donna e omosessuale,
ma ho abbandonato il collettivo ritenendo giusto che le donne se la
cavassero da sole.
Mirella. Noi Mtf siamo già parte
del movimento femminista. I movimenti transfemminista e translesbico
in Italia sono ai primi passi, ma in paesi più evoluti stanno
contribuendo a scrivere nuove pagine su un'identità femminile
liberata dall'influenza dell'educazione alla sottomissione e un'identità
lesbica che sappia esistere in modo non subalterno al maschile dominante.
In Danimarca, il Partito femminista ha acquisito una leadership transgender-femminista
e una politica più radicale contro la società maschilista.
Gli Ftm, dal canto loro, hanno l'occasione per far nascere «l'uomo
nuovo», liberato dai condizionamenti di un maschilismo violento
contro le donne, ma contemporaneamente anche una stretta gabbia per
gli uomini stessi.
Problemi
sul lavoro?
Davide. Sì, tanti, specie per le
ragazze. Ben Barres, neurobiologo e docente di neurologia e scienze
neurologiche, è un transgender da donna a uomo. Recentemente
ha denunciato il fatto che la sua vita come ricercatore è cambiata
dopo la transizione. Quando era giovane fu, come donna, scoraggiata
a frequentare il Mit (Massachusetts institute of technology) nonostante
i risultati eccezionali conseguiti.
E racconta che nel 1997, quando iniziò la sua vita al maschile,
dovette sentire un collega dire a un altro: «Ben Barres ha tenuto
un grande seminario oggi; certo il suo lavoro è molto migliore
di quello della sorella». Ovviamente non esiste nessuna sorella
di Ben, ma Ben prima della transizione. Superiorità genetica?
No, maschilismo. Personalmente, non ho avuto problemi sul lavoro.
Conta l'informazione, come quella predisposta in un opuscolo Crisalide-Cgil
che spiega come gestire il rapporto persona trans/colleghi, le regole
sulla privacy, l'utilizzo dei bagni, i permessi per gli interventi.
Mirella. I problemi sul lavoro sono infiniti.
Io, come il 99 per cento delle neodonne. Trovare con documenti difformi
un lavoro diverso da quello del lavascale è quasi impossibile.
Sono grata alle agenzie di pulizia che guardano al lavoro svolto e
non a cosa c'è fra le gambe.
Tutti gli altri settori ci sono preclusi. Quando ho iniziato la transizione
non potevano licenziarmi, ma ho subito tre anni di mobbing pesantissimo
e ne sono uscita solo grazie all'intervento dell'unica dirigente donna
dell'ufficio. Oggi sono invalida civile al 100 per cento per un aneurisma
all'aorta causato dall'ipertensione di quegli anni. Ci abbiamo rimesso
io, l'azienda che ha perso una buona impiegata, lo Stato che deve
pagarmi una miserrima pensione a soli 47 anni.
Se avessimo la privacy sul nostro percorso, le aziende non saprebbero.
Dirò di più: una trans è un ottimo investimento
perché, discriminata ovunque, scarica sul lavoro la voglia
di rivincita.
Cosa
chiedereste al governo?
Davide. Una legge all'inglese per il cambio
di genere e nome a prescindere dall'intervento sui genitali e che
non passi attraverso un giudice dove la persona transgender ha come
controparte lo Stato.
La copertura delle spese della transizione da parte del ministero
della Salute. Una legge che recepisca in toto la direttiva europea
secondo cui le norme per le pari opportunità si applichino
anche a chi transizioni da un sesso all'altro o intenda farlo.
Il tutto da aggiungersi alle revisioni in via d'approvazione della
legge Mancino, che ha aggiunto orientamento sessuale e identità
di genere fra le aggravanti dei reati per odio e pregiudizio, e della
norma sul diritto di asilo che ha esteso a gay e trans il diritto
di rifugiarsi in Italia da paesi dove essi sono puniti legalmente
o attraverso gli squadroni della morte.
Mirella. Un'azione positiva sulla prostituzione
transessuale, per molte Mtf unica possibilità di sopravvivenza
a una famiglia che le ha abbandonate e a una società che non
ha offerto il minimo spiraglio lavorativo.
Quindi, i Pacs. Ho presentato una lettera al ministro per le Pari
opportunità Barbara Pollastrini nella quale rilevo una falla
nella legge 164 che regola il cambio di sesso; con soddisfazione constato
che l'onorevole Luxuria ha fatto proprie queste osservazioni per ottenere
una legge che preveda l'automatismo tra rettifica del sesso e cambio
del nome anagrafico senza l'obbligo di chirurgia genitale.
L'anomalia: in Italia sono vietati i matrimoni gay, ma una trans può
chiedere l'autorizzazione all'intervento, poi non procedere alla seconda
istanza di rettificazione anagrafica e, nel corpo di una donna ma
ancora uomo sui documenti, realizzare un matrimonio lesbico autorizzato
dallo Stato. Di fatto, posso sposare una lesbica. E non è detto
che non lo faccia.