BORN TO BE AGAIN...? PERCHE' UNA ASSOCIAZIONE PANGENDER?
Credo
che più d'una persona che ha già sentito parlare di Pangender
e di Crisalide Pangender si stia chiedendo il perché di un nuovo
progetto come la Fondazione (nome ancora provvisorio) quando esiste già
l'Associazione Crisalide Pangender di cui sono stata fondatrice e prima
presidente, a prescindere da quel che deciderà di fare, vista la
situazione che vede una presidente che ha dato dimissioni immediate e
irrevocabili (ma che continua a parlare dai palchi come tale) e almeno
3 componenti il Direttivo dimissionarie. E' pubblica la notizia che a
giorni si terrà il Direttivo di quell'Associazione. Il
progetto di Associazione con fini di tutela di un pensiero, si pone, quindi,
in totale alternativa al primo tentativo di fare un'Associazione (Crisalide)
che facesse proprio un nuovo pensiero. Il
Manifesto Pangender - basta leggerlo, non è una roba di 100 pagine
- chiarisce fin da subito che non ambisce alla tuttologia e che non pretende
di difendere i diritti d'ogni specie (peraltro alcuni sono in contraddizione
fra loro... pensiamo ai diritti degli islamici integralisti in Italia
e i diritti delle persone LGBT e delle donne), ma di occuparsi di "libertà
delle identità di genere" e quindi anche dei "generi"
e degli "orientamenti affettivi" (tra adulti consenzienti).
Anche perché c'è veramente bisogno di parlare dellE identità di genere. Sulle Identità di Genere c'è una semplificazione confusiva che ha dato vita ad una serie di incomprensioni, in ambito "LGBT" e che ha creato infiniti disguidi e fraintendimenti quando "il movimento" è finito con l'avere contatti con la "politica" che decide e firma leggi (o perlomeno proposte di legge). Il caso dell'anno scorso, in cui stava per essere approvata una legge anti omofobia che escludeva ogni riferimento alle (plurale d'obbligo) identità di genere, quindi anche a quelle più vittime di stigma o "scempio" quali la condizione transgender e intersessuata, tra il giubilo delle grandi associazioni Gay e Lesbiche è solo un esempio tra tanti. Anche per questo motivo è nato il "Manifesto", che, peraltro, pur occupandosi di tutte le identità di genere, specifica che quelle identità che "oggi" subiscono maggior stigma sociale (al primo posto transgender e intersessuali), avrebbero avuto un occhio di riguardo una particolare attenzione. Fatto che fu, ovviamente, poi riportato nello Statuto di Crisalide Pangender. Dopo avere avviato Crisalide Pangender e "raccolto" chi ci stava, senza guardar troppo (in ambito T*) alle esperienze e curricula passati, ho dovuto fare i conti con un momento della mia vita particolare che mi obbligava ad - almeno - un anno "sabbatico" di distanza da tutto e di riposo mentale assoluto. Fu in quella circostanza che, dimessami anche dal Direttivo, fu eletto il nuovo. Purtroppo,
(dal mio punto di vista, è ovvio) quel che è accaduto, nel
tempo, non è stato raccogliere la "fiaccola" del Manifesto,
quanto invece piegarlo (e con esso lo Statuto) ai propri progetti e sogni.
Lecito ma non pangender: occuparsi di tutti i diritti civili e rimarcare
continuamente di non essere un'associazione transgender (quando invece
pangender include un po' tutto e di certo non esclude transgender). Leggevo
ma tacevo. Non ho stigmatizzato perché in fin dei conti il Manifesto
è una cosa e l'Associazione un'altra. Anche qui.... La presidente
Darianna Saccomani rimase molto male quando decisi di offrire all'associazione
ogni facilities sulla distribuzione e qualsiasi uso dello stesso tranne
la proprietà intellettuale (a costo zero per Crisalide). Crisalide
Pangender, secondo la Saccomani, doveva essere un patrimonio unico ed
esclusivo di Crisalide Pangender. Non ero d'accordo perché teoricamente
al Manifesto potrebbero ispirarsi anche altre associazioni e non mi andava
di fare figli e figliastri. Lecito, ma non pangender occuparsi di tutti i Diritti Civili "tout court" Ci
sono prove di quel che affermo? Molte stanno sul sito di Crisalide Pangender
o sul "Gruppo Facebook Ufficiale", in bella mostra di sé
(tipo il documento firmato dalle presidenti, sulla fusione, PRIMA che
fosse analizzato dai rispettivi Direttivi... sic!), di altre sono venuta
a conoscenza dopo, meglio rileggendo tra i rigiri dei verbali. Tipo redarguire
e poi vietare ad una componente il Direttivo di Crisalide Pangender di
occuparsi di transgender, sia attraverso un forum storicamente associato
al nome "Crisalide" e che peraltro già aveva nel suo
nome il germe dell'andare oltre il "transgender" ("Transgender
ma non solo...), sia attraverso la militanza attiva sul territorio perché
"non siamo un'associazione transgender". Quindi
la necessità di una Associazione con scopi ben delimitati che non
sia individuale (a mio nome) per sempre ma che, partendo dal Manifesto
(e un prossimo libro spero in pubblicazione presto), possa sviluppare
questo pensiero con il contributo di chiunque se la senta e previa una
ampia discussione. Quando, per ragioni di salute, mi dimisi da presidente
di Crisalide Pangender, mi fu proposto dalla presidente... no... ex presidente...
no... vabbé da Darianna Saccomani di fare "l'ideologa"
dell'Associazione. Rifiutai soprattutto perché non ero in condizioni
di fare proprio nulla, allora e mi aveva fatto sorridere il termine. Oggi
mi fa sorridere meno, anzi mi fa soffrire. Sono contro ogni ideologia
ma le idee non possono neppure essere tirate da una parte e dall'altra.
Oggi o domani non intendo essere l'ideologa dell'Associazionema, credo
di avere diritto per chi si sentirà coinvolt* in quelle parole,
ad un riferimento ideale. Non una generalessa o una controllora. Chi però,
partendo dal Pangender, sviluppasse idee totalmente diverse, contrastanti
e contraddicenti, credo sia giusto che ne discuta ma che poi possa anche
pensare di far camminare con le proprie gambe le sue idee. Mirella Izzo Genova 23 agosto 2011 |